
L’entrata in vigore della Rottamazione-quinquies (Legge 199/2025) introduce nuovi scenari per i contribuenti che intendono aderire al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026-2027. L’analisi degli intrecci tra i due istituti evidenzia una distinzione netta tra la sanatoria dei debiti pregressi e il mantenimento dei benefici del patto con il fisco.
Il limite dei 5mila euro per l’accesso al CPB 2026-27
Per i soggetti ISA che intendono formalizzare il CPB per il biennio 2026-2027, resta fondamentale il rispetto della soglia di debito prevista dall’articolo 10 del Dlgs 13/2024. L’accesso è inibito in presenza di debiti per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate o debiti contributivi superiori a 5.000 euro.
Ai fini della verifica di tale soglia, riferita alla data del 31 dicembre 2025:
- Si considerano i debiti scaturenti da atti impositivi o riscossivi notificati e divenuti definitivi.
- Non concorrono al limite i debiti oggetto di sospensione o di rateazione alla data di presentazione del modello di adesione.
- In caso di adesione alla Rottamazione-quinquies, i debiti “rottamati” sono considerati irrilevanti per il superamento della soglia, a condizione che i relativi versamenti risultino regolari.
La decadenza dal CPB 2024-25 non è sanabile
Un punto critico riguarda i contribuenti già decaduti dal CPB relativo al biennio 2024-2025 a causa del mancato pagamento delle rate della precedente Rottamazione-quater.
Secondo le interpretazioni correnti, la Rottamazione-quinquies non ha effetti retroattivi sulla decadenza dal concordato già verificatasi. Anche se il contribuente regolarizza la propria posizione debitoria attraverso la nuova sanatoria, la perdita dei benefici del CPB 2024-25 rimane istantanea e definitiva, mancando una disposizione normativa specifica (norma ad hoc) che ne consenta il ripristino.
