
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una stretta significativa per le imprese: a partire dal 1° gennaio 2026, scompare la possibilità di rateizzare in 5 anni le plusvalenze derivanti dalla vendita di beni strumentali.
Una modifica che impatta direttamente sulla liquidità aziendale, ma che nasconde un’eccezione tecnica fondamentale legata alle operazioni di sale and lease back.
La regola generale: tassazione immediata
Fino al 2025, le aziende che vendevano un bene posseduto da almeno tre anni potevano scegliere di tassare la plusvalenza in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi (fino a un massimo di cinque).
Con la nuova riforma:
- Le plusvalenze da cessione di singoli beni materiali o immateriali (macchinari, software, attrezzature) vanno tassate interamente nell’anno di realizzo.
- Resta invece ferma la facoltà di rateizzazione per le cessioni di azienda o rami d’azienda (se posseduti da almeno tre anni).
L’ancora di salvataggio: il Sale and Lease Back
Nonostante il blocco generale, le operazioni di sale and lease back (vendita di un bene a una società di leasing che lo riconcede in locazione finanziaria alla stessa impresa) godono di un regime di favore grazie al principio di derivazione rafforzata.
Secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 77/E/2017 e recenti conferme):
- In questa operazione, la plusvalenza non viene tassata subito per l’intero ammontare.
- Dal punto di vista fiscale (seguendo quello civilistico), la plusvalenza viene ripartita in funzione della durata del contratto di locazione finanziaria.
- Questo garantisce un effetto di “spalmatura” del carico fiscale lungo tutta la durata del leasing, neutralizzando di fatto la stretta della Legge di Bilancio 2026.
Perché è importante per la tua impresa?
Se la tua azienda ha bisogno di generare liquidità vendendo asset interni, la semplice vendita “diretta” oggi è meno conveniente sotto il profilo fiscale rispetto al passato. Al contrario, il sale and lease back diventa uno strumento di pianificazione finanziaria e fiscale ancora più potente, permettendo di trasformare asset fissi in capitale circolante senza subire una “stoppata” fiscale immediata.
Il consiglio dello Studio: La pianificazione delle cessioni deve cambiare marcia. Prima di vendere un bene strumentale importante, è essenziale valutare se la struttura dell’operazione possa rientrare tra quelle che consentono ancora il differimento della tassazione.
