
In occasione di Telefisco 2026, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato un monito chiaro alle imprese impegnate in contenziosi sui crediti d’imposta, con particolare riferimento al Credito Ricerca e Sviluppo (R&S).
Se da un lato la conciliazione giudiziale resta una via percorribile per chiudere le liti, le modalità di pagamento degli avvisi di recupero si fanno estremamente rigide, trasformando la definizione del contenzioso in una sfida di liquidità.
1. La stretta sui crediti R&S: niente rateizzazione
Il chiarimento più impattante riguarda l’impossibilità di dilazionare il pagamento. Per gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta — fattispecie che oggi colpisce moltissime aziende per gli investimenti R&S del periodo 2015-2019 — non è ammessa la rateizzazione.
Secondo l’Agenzia, la norma (art. 1, comma 422 della L. 311/2004) non prevede la facoltà di dilazione per questa tipologia di atti. Di conseguenza:
- Una volta firmato l’accordo conciliativo, il debito va versato in un’unica soluzione.
- A differenza degli accertamenti ordinari (es. IVA o IRES), non si può beneficiare delle 8 o 16 rate trimestrali.
2. Divieto assoluto di compensazione in F24
Per le imprese che speravano di utilizzare altri crediti d’imposta disponibili (es. Innovazione, Design o Transizione 4.0) per “pagare” il recupero del credito R&S contestato, la risposta di Telefisco 2026 è negativa.
- Le somme dovute per la conciliazione su avvisi di recupero devono essere versate “per cassa”.
- È escluso categoricamente l’uso della compensazione in F24. Questo significa che l’impresa deve disporre della liquidità immediata per coprire l’intero importo (imposta, interessi e sanzioni ridotte).
3. Sanzioni ridotte: l’unico “sconto” rimasto
Nonostante il rigore nei pagamenti, la conciliazione resta l’unico strumento per abbattere le pesanti sanzioni legate ai crediti R&S (spesso contestati come “inesistenti”, con sanzioni dal 70% al 140%):
- 40% del minimo se si concilia in primo grado.
- 50% del minimo in secondo grado.
- 60% del minimo in Cassazione.
Il rischio del ritardo: Se il pagamento unico non avviene nei termini, si perdono i benefici. Un ritardo superiore a 90 giorni comporta l’iscrizione a ruolo delle somme con sanzioni raddoppiate.
Il commento dello Studio
Questa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate rende la gestione dei contenziosi R&S ancora più complessa. Per un’impresa, conciliare non è più solo una scelta giuridica, ma una scelta finanziaria.
Prima di procedere, è fondamentale:
- Analizzare la liquidità: Verificare la capacità di esborso immediato.
- Valutare la Certificazione: Ricordiamo che, se non è ancora stato notificato un PVC, la certificazione degli investimenti R&S resta la via maestra per “blindare” il credito ed evitare di arrivare alla fase del recupero forzoso.
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