Credito R&S: la certificazione è vincolante anche dopo lo “schema di atto” (Telefisco 2026)

L’Agenzia delle Entrate, in occasione di Telefisco 2026, ha fornito un chiarimento fondamentale per le imprese che intendono tutelare i propri crediti d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo. La questione centrale riguarda l’efficacia della certificazione quando questa si perfeziona dopo che l’ufficio ha già notificato lo “schema di atto” nell’ambito del contraddittorio preventivo.

Il chiarimento: prevale la sostanza tecnica

Secondo quanto precisato dall’Amministrazione finanziaria, la certificazione del credito R&S produce effetti vincolanti anche se il procedimento si conclude (per silenzio-assenso o provvedimento espresso) dopo la notifica dello schema di atto.

Tuttavia, esiste una condizione imprescindibile: la procedura di certificazione deve essere stata avviata in assenza di un processo verbale di constatazione (PVC) .

I punti chiave della disciplina

  • Accesso alla tutela: L’articolo 23 del DL 73/2022 permette di richiedere la certificazione sulla qualificazione degli investimenti, purché le violazioni non siano già state constatate con PVC o contestate con atto impositivo .
  • Il ruolo del Mimit: La certificazione viene rilasciata da soggetti abilitati dal Mimit. Se il Ministero non invia richieste istruttorie entro 90 giorni, si forma il silenzio-assenso e il documento diventa vincolante per l’Agenzia delle Entrate limitatamente alla qualificazione delle attività.
  • Schema di atto e contraddittorio: La semplice notifica dello schema di atto (ex art. 6-bis della legge 212/2000) non neutralizza gli effetti della certificazione se non è stata preceduta da un PVC .

Un esempio pratico

Si consideri un’impresa a cui l’Agenzia richiede documentazione su un credito R&S a inizio gennaio 2026. Se l’azienda avvia la certificazione a febbraio e riceve la notifica dello schema di atto a marzo, la certificazione che si perfeziona per silenzio-assenso a maggio sarà comunque pienamente valida e vincolante.

Perché questa novità è importante?

Questo orientamento garantisce maggiore certezza operativa alle imprese, confermando che l’avvio del contraddittorio preventivo non impedisce di ottenere una valutazione tecnica superiore capace di bloccare il recupero del credito.


Il consiglio dello Studio: La certificazione si conferma lo strumento di difesa più potente per blindare i crediti R&S. È però fondamentale agire tempestivamente, prima che una verifica si trasformi in un verbale di constatazione (PVC).