Scarto telematico: tutela del contribuente e diritto al nuovo invio entro 5 giorni

La Cgt di secondo grado della Puglia, con la sentenza n. 869/3/2026, ha offerto chiarimenti decisivi in tema di trasmissione telematica, ribadendo la centralità della tutela del contribuente rispetto ai rigorismi formali del sistema. La pronuncia si articola su due pilastri fondamentali che definiscono le modalità di reazione a fronte di una ricevuta di scarto.

1. Impugnabilità autonoma della ricevuta di scarto

I giudici di appello hanno confermato che la ricevuta di scarto telematico non deve essere considerata un mero atto tecnico-informatico, bensì un atto autonomamente impugnabile.

L’elencazione degli atti impugnabili ex articolo 19 del Dlgs 546/1992 non ha carattere tassativo: laddove la comunicazione di scarto produca un effetto lesivo immediato — impedendo, ad esempio, il riconoscimento di un credito d’imposta o il perfezionamento di una posizione giuridica favorevole — il contribuente ha il pieno diritto di ottenere tutela giurisdizionale. In tale ottica, lo scarto manifesta una volontà amministrativa definitiva che incide concretamente nella sfera del destinatario, rendendolo contestabile davanti al giudice tributario.

2. Il principio generale del nuovo invio entro cinque giorni

Il secondo aspetto affrontato dalla sentenza riguarda la possibilità di ritrasmettere, entro cinque giorni dallo scarto, quanto originariamente inviato nei termini ma non acquisito per errori o irregolarità.

La Corte ha rigettato la tesi dell’Agenzia delle Entrate, che intendeva circoscrivere tale facoltà alle sole dichiarazioni fiscali obbligatorie. Al contrario, la Cgt ha affermato la valenza generale di questo principio, ispirato ai doveri costituzionali di collaborazione, buona fede, proporzionalità e buon andamento della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.).

In assenza di pregiudizio per l’Erario, un errore materiale prontamente emendato non può giustificare la perdita definitiva di un beneficio fiscale. Questa indicazione di sistema rappresenta una garanzia fondamentale per i contribuenti, rendendo la procedura di regolarizzazione un principio trasversale a tutte le trasmissioni telematiche.