
La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Palermo ha recentemente consolidato un orientamento favorevole ai contribuenti in materia di credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo. Con la sentenza n. 2098/2026 (depositata il 29/04/2026), è stato disposto l’annullamento di un atto di recupero relativo all’anno d’imposta 2018, confermando quanto già stabilito dalla medesima Corte per l’annualità 2017 con la sentenza n. 1667/2024 (depositata il 13/05/2024).
In entrambi i procedimenti, la difesa tecnica è stata curata dal Dott. Andrea Scuderi, focalizzando l’analisi sulla legittimità delle procedure di accertamento e sulla corretta qualificazione delle attività innovative.
I profili normativi oggetto di analisi
Le pronunce hanno affrontato questioni centrali per la gestione del contenzioso legato al Credito R&S:
- Ripartizione delle competenze tecniche: La Corte ha rilevato che l’Amministrazione Finanziaria non può procedere alla riqualificazione tecnica di progetti complessi senza il supporto di un parere del Ministero competente (ora MIMIT). In assenza di tale parere, le contestazioni dell’Ufficio sono state ritenute insufficienti a contrastare le evidenze tecniche e le certificazioni prodotte dalla difesa.
- Successione delle fonti interpretative: È stata esclusa l’applicabilità retroattiva dei criteri restrittivi contenuti nel Manuale di Frascati per le annualità antecedenti al 2020. Per i periodi d’imposta 2017 e 2018, il parametro di riferimento resta il Manuale di Oslo, conformemente alla normativa vigente ratione temporis.
- Inesistenza vs Non spettanza: Le sentenze hanno ribadito la distinzione tra credito “inesistente” e “non spettante”. In presenza di costi reali, documentati e certificati da un revisore, la controversia sulla qualificazione tecnica non può integrare la fattispecie di inesistenza, con conseguente illegittimità delle sanzioni aggravate.
Attività dello Studio
Questi esiti confermano l’impegno dello studio nella difesa specialistica del credito ricerca e sviluppo, basata su un’analisi rigorosa della documentazione tecnica e dei mutamenti del quadro di prassi e giurisprudenza. La continuità delle decisioni favorevoli per le diverse annualità d’imposta sottolinea l’importanza di una gestione tecnica del contenzioso tributario in settori ad alto contenuto tecnologico.
