
Studio Scuderi | 22 Gennaio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità fiscali per le imprese, ma con una limitazione chiave: le aziende aderenti al concordato preventivo biennale (CPB) non possono beneficiare dell’iperammortamento per investimenti innovativi. Scopriamo le implicazioni per il reddito d’impresa e gli incentivi fiscali.
Cos’è l’Iperammortamento e Chi Ne Beneficia
L’iperammortamento 4.0 permette di maggiorare le quote di ammortamento o canoni di leasing per:
- Beni materiali e immateriali strumentali nuovi, interconnessi a sistemi di produzione (allegati IV e V Legge 199/2025).
- Impianti per autoproduzione energia rinnovabile e stoccaggio per autoconsumo.
Investimenti validi dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, solo per strutture in Italia. Il beneficio è una variazione in diminuzione extracontabile in dichiarazione IRPEF/IRES (non IRAP). Escluse: lavoratori autonomi, forfettari, imprese in liquidazione o procedure concorsuali, e sanzionate D.Lgs. 231/2001. Obbligatorio rispetto norme sicurezza lavoro e contributi previdenziali.
Esclusione per Imprese in Concordato Biennale
Le imprese con CPB dal 2026 sono escluse, a causa del calcolo rigido del reddito (Art. 16 D.Lgs. 13/2024), che include plusvalenze, dividendi e maggiorazione costo lavoro (D.Lgs. 81/2025), ma non deduzioni extra come l’iperammortamento. Questo penalizza i soggetti ISA e frena investimenti in transizione digitale e energia rinnovabile.
Implicazioni e Consigli per Imprese
Il CPB offre stabilità fiscale, ma preclude agevolazioni Industria 4.0. Si auspica un correttivo normativo per estendere i benefici, evitando disparità. Contatta Studio Scuderi per valutare adesione CPB vs iperammortamento e ottimizzare la pianificazione fiscale 2026.
