Crisi da sovraindebitamento - legge n. 3/2012

Categoria: Monografie
Creato Lunedì, 28 Novembre 2016 14:19
Ultima modifica il Mercoledì, 15 Febbraio 2017 09:40
Pubblicato Lunedì, 28 Novembre 2016 14:19
Scritto da Andrea Scuderi
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Di che si tratta
E’ uno strumento relativamente giovane ed ancora poco conosciuto che consente a tutti i soggetti non fallibili (professionisti, imprenditori sotto soglia, imprenditori agricoli, enti no profit, privati consumatori etc) di estinguere i propri debiti secondo una procedura ordinata che preveda la sostenibilità dei pagamenti e l’interruzione delle azioni esecutive individuali dei singoli creditori.

Uno dei grandi vantaggi offerti da questo strumento normativo è l’esdebitazione per il debitore, ossia la liberazione dei debiti non soddisfatti se egli assolve regolarmente agli obblighi assunti nell’ambito delle procedure di cui alla Legge 3/2012.
La legge individua tre procedure differenti ed in particolare:
1.    L’accordo con i creditori
2.    Il piano del Consumatore
3.    La liquidazione del patrimonio
Le prime due sono tra loro alternative ed hanno come effetto l’esdebitazione automatica in caso di corretta esecuzione da parte del debitore.
La terza (avente carattere residuale) può anche essere successiva ad una delle prime due e prevede l’esdebitazione solo al verificarsi di certe condizioni.
Di seguito i tratti salienti delle tre procedure sopraindicate

Accordo con i creditori
Con l’Accordo il debitore formula ai creditori una proposta che può prevedere:
•    la dilazione del pagamento dei debiti (c.d. accordo moratorio o dilatorio);
•    il pagamento parziale dei debiti (c.d. accordo esdebitativo);
•    una soluzione combinata delle prime due, ossia la dilazione del debito e la sua parziale riduzione (moratoria con esdebitazione parziale).
Quanto sopra deve comunque tener conto della natura del credito. In particolare:
•    L’accordo può prevedere il pagamento parziale dei crediti privilegiati solo se il pagamento non è comunque inferiore a quello realizzabile in caso di liquidazione dei beni o diritti sui quali insiste la causa di prelazione;
•    Per le imposte quali l’Iva e le ritenute non è possibile ottenere la remissione parziale del debito ma solo la dilazione (anche se al momento sono in discussione modifiche normative che consentiranno anche la remissione parziale di questi debiti)
Il deposito della proposta sospende automaticamente  eventuali azioni esecutive individuali sino al decreto di omologazione da parte del Tribunale.
L’accordo si intende raggiunto con il consenso dei creditori che rappresentino il 60% dei crediti.
L’annullamento dell’accordo provoca la conversione della procedura in quella di liquidazione del patrimonio.

Piano del Consumatore
A questa procedura può accedere il solo Consumatore, ossia colui che ha contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.
Il Piano del Consumatore può articolarsi con le stesse modalità dell’accordo ma si differenzia da quest’ultimo prevalentemente per tre aspetti:
•    Non occorre il consenso dei creditori (che pertanto possono anche essere in assoluto disaccordo) in quanto l’omologazione avviene ad opera del Tribunale se il Giudice ritiene meritevole l’indebitato;
•    Occorre possedere il requisito della meritevolezza ossia il debitore deve dimostrare l’assenza di colpa nell’essere incorso nel sovraindebitamento;
•    Le procedure esecutive individuali sono sospese solo dopo l’omologazione del Piano da parte del Tribunale a meno che il Giudice non lo disponga espressamente per uno o più dei procedimenti in essere.

Liquidazione del Patrimonio
Per mezzo di tale procedura il debitore richiede al Tribunale la liquidazione di tutto il proprio patrimonio, da effettuarsi ad opera di un liquidatore appositamente nominato.
La procedura di liquidazione può altresì essere attivata, su istanza del debitore o dei creditori, a seguito di cessazione degli effetti dell’Accordo o del Piano.
Il Giudice può concedere l’esdebitazione al termine della procedura unicamente a persone fisiche e solo in presenza di condizioni di meritevolezza sia precedenti alla procedura che in costanza di essa.

Come accedere a queste procedure
L’accesso alle procedure di cui alla Legge 3/2012 richiede la predisposizione della documentazione e della proposta ad opera di un Professionista che sia esperto nella materia e che possa affiancare il debitore nella gestione dei rapporti con gli Organismi di Composizione della Crisi (ai quali spetta il compito di attestare la fattibilità del Piano/Accordo) e con il Tribunale.
Il nostro Studio ha maturato già una importante esperienza nella materia in quanto abbiamo già gestito diverse procedure di cui alla Legge 3/2012, anche su incarico del Tribunale e siamo iscritti quali Gestori della Crisi nello speciale Elenco tenuto presso il Ministero di Giustizia.

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