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Le riforme ex L.D. 23/2014 – Le sanzioni amministrative

Il Dlgs 158/2015 pubblicato sul S.O. n. 55 della G.U. n. 233 del 7/10/2015 riforma interamente la disciplina delle sanzioni amministrative.

Il provvedimento è contenuto nel Titolo 2° del Dlgs 158/2015 ed è composto dagli articoli dal 15 al 33.
Il legislatore interviene sui Dlgs 471 e 472 del 1997 che hanno finora disciplinato la materia.
La filosofia di fondo del provvedimento è quella di inasprire le sanzioni nei confronti di chi froda il fisco, alleggerendo al contempo le sanzioni per gli errori formali.
La casistica è molto frastagliata e va quindi esaminata caso per caso al momento dell’applicazione sui casi concreti.
Qui trattiamo le modifiche più importanti.
Dichiarazione omessa: la sanzione va dal 120 al 240 % delle maggiori imposte dovute con un minimo di 250 euro.
Se non sono dovute imposte la sanzione va da 250 a 1.000 euro, raddoppiata nel caso in cui il contribuente sia soggetto alle scritture contabili.
Dichiarazione infedele: la sanzione va dal 90 al 180 % delle maggiori imposte accertate aumentata dal 135 al 270% nel caso di utilizzo di documentazione falsa.
Reverse charge: attualmente la sanzione per la mancata applicazione del meccanismo va dal 100 al 200 % dell’imposta.
La sanzione è stata duramente contestata nei casi in cui non vi sia stata una effettiva sottrazione di imposta in quanto il cessionario poteva legittimamente detrarla.
In questo caso la sanzione proporzionale viene sostituita con una sanzione fissa che va da 250 a 20.000 euro.
Il principio è giusto ma appare francamente eccessiva la misura della sanzione fissa.
Tardiva registrazione o fatturazione di operazioni imponibili senza conseguenze per la liquidazione: la sanzione attuale dal 100 al 200% dell’imposta viene trasformata in sanzione fissa da 250 a 2.000 euro
Entrata in vigore: al momento è prevista al 1° gennaio 2017 ma si sta lavorando da parte del parlamento per anticiparla al 1° gennaio 2016.

 

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