Top menu

Debiti fiscali e previdenziali oltre soglie prestabilite faranno scattare l’allerta aziendale

Una rivoluzione organizzativa in arrivo.

E’ noto che tutte le aziende che si trovano a corto di liquidità e devono far fronte alle scadenze correnti, privilegiano prioritariamente il pagamento del dovuto ai dipendenti e ai fornitori - che ovviamente rappresentano l’ossatura della propria organizzazione - rinviando a tempi migliori (se verranno) il pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali.
Di fatto l’imprenditore si autofinanzia per mezzo dell’erario e dell’INPS, ai quali dovrà corrispondere comunque sanzioni e interessi in un successivo pagamento rateale quando arriverà - a distanza di tempo - l’avviso bonario o la cartella esattoriale.
Evidentemente questa situazione non è gradita all’erario che vorrebbe invece al primo posto il pagamento puntuale di tasse, imposte, contributi e balzelli vari e se soffriranno fornitori e dipendenti non è un problema che possa riguardarlo.
Pertanto il legislatore ha predisposto una nuova normativa denominata “CCII - Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza” che prevede che i creditori pubblici qualificati quali l’agenzia delle Entrate, Inps e Agente della riscossione provvedano celermente ad intercettare gli omessi versamenti e ad attivare le procedure di riscossione per mezzo di apposite procedure di allerta.
L’indicatore della crisi che farà scattare l’obbligo di segnalazione è rappresentato da una certa quantità di debito fiscale e/o previdenziale non pagato.
La procedura è la seguente:
In una prima fase il creditore pubblico segnala all’impresa tramite PEC che il suo debito ha superato la soglia di rilevanza e a questo punto il debitore ha novanta giorni di tempo per estinguere o regolarizzare il debito.
Trascorso inutilmente questo periodo, il creditore informa un organismo di nuova istituzione: l’OCRI - Organismo per la Composizione della Crisi d’Impresa – istituito presso ogni Camera di Commercio.
Le soglie di rilevanza oltre la quale scatta l’obbligo di segnalazione sono:
- per l’INPS un ritardo nel pagamento superiore a sei mesi, con un debito che supera la metà delle somme dovute per l’intero anno precedente e con una soglia minima di 50.000 euro;
- per l’Agente della riscossione un valore del credito (a partire dal 15/8/2020) scaduto da oltre novanta giorni, con un importo che oscilla da un minimo di 500.000 euro per l’impresa individuale a 1.000.000 di euro per le società.
- per l’Agenzia delle Entrate, si fa riferimento solo all’IVA e nessuna segnalazione dovrà essere eseguita per altri debiti fiscali.
La soglia di rilevanza è legata al debito emergente dalla comunicazione trimestrale di liquidazione e inoltre devono verificarsi congiuntamente due condizioni :
- il debito non versato ha superato il 30% del volume di affari dello stesso periodo temporale e inoltre lo stesso:
è superiore a 25.000 euro se il volume d’affari dell’anno precedente è inferiore a due milioni;
è superiore a 50.000 euro se il volume d’affari dell’anno precedente è compreso tra due milioni e dieci milioni.
è superiore a 100.000 euro se il volume di affari ha superato i dieci milioni.
Pertanto un debito Iva non versato inferiore a 25.000 euro, non è mai oggetto di segnalazione.
Eseguita la segnalazione, il debitore può estinguere il debito o rateizzarlo pagando la sanzione ridotta a un terzo.
In caso contrario si attiverà l’OCRI con procedure sempre più stringenti, che potranno portare anche alla liquidazione giudiziale (nuova denominazione del fallimento)

Joomla templates by a4joomla

Informativa sui cookie
Questo sito e gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più clicca sul pulsante cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.