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Ritorna la chiusura delle partite IVA inattive

Al Ministero delle Finanze si sono accorti che l’abnorme numero delle partite IVA esistenti in Italia, di gran lunga superiore a quelle esistenti nei principali paesi della Unione Europea, ha come risultato quello di intralciare i controlli sui veri evasori.

Si è deciso pertanto di procedere d’ufficio alla chiusura delle partite IVA inattive da più di tre anni senza applicazione di sanzioni di sorta, previa comunicazione al contribuente che potrebbe dedurre sui motivi della inattività.
Si ricorderà che qualche anno fa il ministero aveva avuto la brillante idea di consentire la chiusura delle partite IVA inattive con il pagamento di una sanzione ridotta.
Fummo facili profeti nel prevedere il fallimento dell’iniziativa che in effetti si è rivelata un fiasco in quanto un gran massa di partite IVA era riconducibile a soggetti che la avevano aperta all’inizio della loro carriera lavorativa e senza che vi fosse stato poi un concreto sviluppo della stessa.
Pertanto la gran parte di questi soggetti neanche ricordavano di essere in possesso di una partita IVA ed erano ben lontani dall’idea di pagare dei soldi per la chiusura di qualcosa priva di qualsiasi interesse per loro.
Ora finalmente si potrà procedere alla chiusura senza costi e senza autonoma iniziativa del contribuente come l’esperienza dei Dottori Commercialisti - se richiesti di un loro parere preventivo - avrebbe suggerito fin dal primo momento.

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