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Cessione di azienda con riserva di proprietà. Annullamento della vendita con doppia tassazione

Commentiamo una singolare Risoluzione – la 91/E della Agenzia delle Entrate.
Uno strumento giuridico molto praticato è quello della vendita con riserva di proprietà ex art. 1523 c.c..
In questo caso le parti pattuiscono una apposita clausola di riservato dominio in forza della quale il trasferimento della proprietà ai fini civilistici si perfeziona al completo pagamento di tutte le rate convenute.
In caso di mancata corresponsione di un numero di rate predeterminato il contratto si risolve ex tunc e quindi non si perfeziona il trasferimento della proprietà in capo al cessionario.
Tutto chiaro? Neanche per sogno!
Infatti l’Agenzia delle Entrate ritiene di dover applicare regole a suo uso e consumo.
La stupefacente circolare citata in premessa afferma, senza tentennamenti, che ai fini fiscali il trasferimento di proprietà si realizza al momento della sottoscrizione del contratto e all’atto della risoluzione dello stesso - per insolvenza del promittente acquirente - saremmo in presenza di un nuovo e autonomo trasferimento con la conseguenza di una doppia tassazione sia ai fini delle imposte indirette (registro) che delle imposte dirette (tassazione delle plusvalenze) con i relativi doppi accertamenti di valore.
La giustificazione addotta dall’Agenzia è quella che ai fini fiscali il trasferimento della “proprietà fiscale”, deve essere fatto decorrere dalla data iniziale della stipula dell’atto “per chiare ragioni antielusive”, non meglio specificate!
Teme forse l’Agenzia che le parti si accordino per un pagamento formalmente interrotto e non seguito dalla risoluzione del contratto al fine di rinviare sine die il pagamento dei tributi?
Se questo fosse il problema i rimedi antielusivi potrebbero essere diversi, ma evidentemente per il fisco è più vantaggioso applicare direttamente la doppia tassazione ai malcapitati che avevano in animo di compravendere una azienda e che poi non hanno portato a buon fine il trasferimento.
Ovviamente le regole tributarie vanno sempre applicate, anche se non piacciono, ma chi dovesse trattare una cessione di azienda è avvertito del pericolo.
Si cauteli magari con una fideiussione bancaria per evitare oltre al danno anche le beffe (del fisco).

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