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Le anticipazioni sulla manovra 2017

L’11 ottobre 2016 si è tenuto Milano il Forum Tax 2016 al quale ha partecipato il Viceministro Casero il quale ha annunciato che la prossima legge di bilancio conterrà la riforma degli studi di settore e la riapertura dei termini per la voluntary disclosure.
Sul primo punto il viceministro ha affermato “È stato uno strumento utile, ma deve essere adattato ad una situazione modificata. Stiamo definendo una proposta da presentare nei prossimi giorni. I contribuenti non avranno più accertamenti e avranno elementi premiali fino ad eliminare i controlli successivi per chi li usa”.
La proposta di modifica prevede l’introduzione di un indice sintetico di compliance, da assegnare al contribuente sulla base dell’analisi dei dati storici in possesso dell’Amministrazione finanziaria, così da determinare il grado di affidabilità del soggetto.
Questo indicatore sarebbe articolato su una scala da uno a dieci.
Il contribuente che si colloca al livello dieci avrebbe accesso ad un regime premiale, prevedendo rimborsi fiscali più veloci, l’esclusione da alcune tipologie di accertamento e la riduzione del periodo di accertabilità.
Come si vede si tratta di proponimenti di alto profilo ma l’esperienza ci insegna che spesso la montagna fiscale partorisce il topolino dei benefici, in quanto è probabile che tali vantaggi siano così circoscritti da risultare marginali o insignificanti.
Casero ha ribadito che gli studi di settore, , “non devono servire per gli accertamenti. Per chi fornisce tutti i dati e segue tutti gli indirizzi comportamentali si può arrivare al punto in cui non ci servirà più nessun controllo, salvo che per i comportamenti fraudolenti”.
Vasto programma avrebbe detto de Gaulle, che era molto scettico quando gli presentavano programmi di difficile realizzazione!
Casero infine si è accorto che “l’evasione fiscale si combatte non con le letterine ma riducendo il tax gap e inducendo la gente a pagare le tasse”.
In altre parole se si riducono le tasse a un livello equo non ci sarà più convenienza per l’evasione.
Concetto veramente rivoluzionario!
Il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti Gerardo Longobardi ha reiterato la richiesta di emanazione del decreto semplificazioni, condiviso tra MEF, Entrate e CNDCEC, arrivato lo scorso mese di giugno “ad un passo” dall’approvazione, salvo poi “dissolversi nel nulla”.
Evidentemente l’Italia, paese che ha inventato l’UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici) non ha molta simpatia per le semplificazioni che sono viste come un assist agli evasori.
Era presente al forum Tax anche la Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, che ha fatto suo l’allarme lanciato a suo tempo dalla Corte dei Conti sostenendo che l’evasione fiscale si è evoluta passando dal “modello classico” al modello avanzato costituito dalla “evasione da riscossione”.
La Orlandi ha elogiato la fatturazione elettronica, definendola una “rivoluzione” che, fra qualche anno, magari potrebbe consentire all’Agenzia di “effettuare larga parte dei controlli a distanza con il sistema telematico”.
In ordine alle comunicazioni di irregolarità, nuovo strumento di compliance, la Orlandi ha comunicato che su un totale di 67 mila lettere inviate in merito alle dichiarazioni IVA “hanno risposto in 47 mila” Si tratta, ha concluso la Direttrice delle Entrate, di imprese che “avevano omesso le dichiarazioni IVA”, per le quali “una lettera con una sanzione minima non è stata sufficiente. Ora scatteranno i controlli” .

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