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Legge di stabilità 2016 – Credito di imposta nel mezzogiorno

Il testo dell’agevolazione è contenuto nei commi dal 98 al 108 dell’ articolo unico.

In particolare le imprese che acquisteranno beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni del Mezzogiorno a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 potranno godere di un credito d'imposta nella misura del:
- 20 per cento per le piccole imprese;
- 15 per cento per le medie imprese,
- 10 per cento per le grandi imprese;
Saranno agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all'articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, relativi all'acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che verranno impiantate nel territorio.
L'agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché' ai settori creditizio, finanziario e assicurativo.
L'agevolazione, altresì, non si applica alle imprese in difficoltà.
Il credito d'imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a:
- 1,5 milioni di euro per le piccole imprese;
- 5 milioni di euro per le medie imprese;
- 15 milioni di euro per le grandi imprese;
Nel calcolo del credito di imposta vanno sottratti gli ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativi alle medesime categorie dei beni d'investimento della stessa struttura produttiva, ad esclusione degli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell'investimento agevolato.
Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assumerà il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni; tale costo non comprenderà le spese di manutenzione.
Il credito d'imposta non è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio.
I soggetti che intenderanno avvalersi del credito d'imposta dovranno presentare apposita comunicazione all'Agenzia delle Entrate.
Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione saranno stabiliti con provvedimento del direttore dell'Agenzia medesima, da emanare entro sessanta giorni.
L'Agenzia delle entrate comunicherà alle imprese l'autorizzazione alla fruizione del credito d'imposta.
Il credito d'imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta in cui verrà effettuato l'investimento e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni successive fino a quando se ne concluderà l'utilizzo.
Se i beni oggetto dell'agevolazione non entreranno in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta verrà rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione.
Se, entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni saranno dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta verrà rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti.
Per i beni acquisiti in locazione finanziaria le disposizioni di cui sopra si applicheranno anche nel caso in cui non verrà esercitato il riscatto.
Nel caso in cui l’Agenzia delle entrate accerterà l’indebito utilizzo del credito di imposta provvederà al recupero dello stesso, comprensivo di sanzioni e interessi.
Ricordiamo infine la classificazione dimensionale delle imprese:
Micro: occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro
Piccola occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.
Media: ocupa meno di 250 persone, e realizza un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro e/o e un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Per investimento iniziale si intende:
- Un investimento in attivi materiali e immateriali relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente o a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
- L'acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione e sia acquistato da un investitore che non ha relazioni con il venditore.
Non rientra nella definizione la semplice acquisizione di quote di un'impresa;
Per investimento iniziale a favore di una nuova attività economica si intende:
- Un investimento in attivi materiali e immateriali relativo alla creazione di un nuovo stabilimento o alla diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento;
- L'acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione e sia acquistato da un investitore non ha relazioni con il venditore, a condizione che le nuove attività che verranno svolte utilizzando gli attivi acquisiti non siano uguali o simili a quelle svolte nello stabilimento prima dell'acquisizione;
Per attività uguali o simili si intendono le attività che rientrano nella stessa classe (codice numerico a quattro cifre) della classificazione statistica delle attività economiche NACE Rev. 2 di cui al regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 e modifica il regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici specifici (38);
Si attendono quindi ulteriori chiarimenti su cosa si intende per zone assistite.

 

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