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Legge di stabilità 2016 – Super ammortamenti

Il testo dell’agevolazione è contenuto nei commi dal 91 al 97 dell’ articolo unico.
E’ un aiuto fiscale di carattere innovativo, già sperimentato con successo in Francia e introdotto per la prima volta in Italia.

La finalità della legge è quella di aumentare la richiesta di beni strumentali nuovi, con evidenti ricadute sullo sviluppo delle imprese e dell’occupazione.
Per questi motivi nessun beneficio è riconosciuto all’acquisto di beni usati.
La norma consente la possibilità di aumentare le ordinarie quote di ammortamento dei beni - previste dalle apposite tabelle ministeriali - del 40% abbattendo così il reddito fiscale di pari importo, senza però incidere sul reddito civilistico in quanto la detrazione del maggiore ammortamento avverrà solo in sede di dichiarazione dei redditi.
Facendo l’esempio dell’acquisto di un macchinario nuovo del costo di euro 10.000 con una quota di ammortamento del 10%, si avrà la seguente situazione:
Quota ordinaria euro 1.000 + super ammortamento euro 400 = quota detraibile ai fini delle imposte dirette e IRAP euro 1.400.
Per le società di capitali il beneficio fiscale aggiuntivo è pari al 32,32% (27,5% IRES+ 4.82% IRAP) di 400 e cioè 129,28 all’anno.
Per i 10 anni di durata dell’ammortamento il beneficio totale è pari a 1.292,8 che corrisponde al 12,92% dell’investimento effettuato, che resta così a carico del fisco.
I beneficiari della norma sono sia le imprese che i professionisti che possono scegliere di acquistare i beni anche con finanziamento o in leasing.
In quest’ultimo caso il beneficio si calcola sulle quote di ammortamento virtuali e cioè sul costo del bene sostenuto dalla compagnia di leasing.
Il periodo entro il quale devono essere acquistati i beni va dal 15/10/2015 al 31/12/2016; rientrano così nella agevolazione anche i beni acquistati prima della entrata in vigore della legge di stabilità (1/1/2016).
Sono esclusi dal beneficio i beni strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, i fabbricati e le costruzioni, nonché alcuni beni di carattere particolare elencati nell’allegato 3 della legge (condutture di acque minerali naturali, reti urbane di gas, elettricità e acqua, materiale rotabile ferroviario, aerei)
La legge si premura di precisare che gli acconti di imposta dovuti per il 2015 sono quelli relativi al reddito calcolato al lordo dei benefici e quindi chi avesse versato meno confidando nell’arrivo della agevolazione resterà fregato.
Per quanto riguarda gli acconti di imposta per il 2016 il metodo storico farà riferimento al reddito sterilizzato dal beneficio del 2015.
E’ questo un vecchio vizio del fisco che impone sempre il ricalcolo in peggio (ovviamente per il contribuente) degli acconti di imposta quando nel corso dell’anno vengono introdotte sia delle agevolazioni sia delle penalizzazioni come ad esempio nuovi limiti alla detraibilità di alcuni costi.
La norma conclude specificando opportunamente che i maggiori ammortamenti fiscali non incidono sul calcolo degli studi di settore.
E’ una precisazione necessaria, diretta presumibilmente ai tecnici del ministero che elaborano i software di calcolo, che di fronte ai maggiori ammortamenti avrebbero potuto fare schizzare in alto i risultati reddituali, con la conseguenza di vanificare il beneficio.

 

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